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Per un Dipartimento della Difesa civile non armata - proposta di legge di iniziativa popolare

18.05.2026

La rete italiana “Pace e disarmo", di cui la Cgil è parte, ha depositato il 16 marzo scorso una proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di un Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta.
Oltre alla rete “Pace e disarmo", la legge di iniziativa popolare è promossa anche dalla Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile - CNESC, e dalla Campagna Sbilanciamoci, nell’ambito della Campagna “Un'altra difesa è possibile! ” (https://www.difesacivilenonviolenta.org/ ). 

Di fronte alle guerre, all’uso dell’opzione militare per regolare i conflitti tra Stati, alla folle corsa al riarmo che toglie risorse alla spesa sociale ed ai servizi fondamentali, alla distruzione del sistema multilaterale ed al diritto internazionale, occorrono risposte concrete come è la scelta di investire nella cultura e nella pratica della pace. La creazione di un Dipartimento per la difesa civile doterebbe il nostro Paese di uno strumento di formazione e di ricerca per una più efficace ed incisiva politica di cooperazione, solidarietà e pace. 
La proposta di legge prevede che il Dipartimento venga collocato presso la Presidenza del Consiglio, andrebbe a coordinare i Corpi civili di pace, un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo operando in sinergia con protezione civile e servizio civile universale. Come tutte le leggi di iniziativa popolare occorre raccogliere almeno le 50.000 firme necessarie per attivare il meccanismo di discussione ed approvazione parlamentare.

Le reti promotrici hanno scelto di raccogliere le firme solamente attraverso la firma on line con SPID o CIE (qui: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008 ), già a partire dal 18 marzo scorso. 

Nel solco del nostro impegno per la pace e il disarmo, vi chiediamo di sostenere questa importante iniziativa per ribadire il nostro impegno contro le guerre ed il riarmo, per una società democratica e solidale, per il rispetto e l’applicazione della costituzione e dei diritti universali, condizioni indispensabili per garantire i diritti nel lavoro.

Qui: lettera del segretario generale CGIL Maurizio Landini e documentazione sull'iniziativa.